Il Salento, una terra meravigliosa che vale la pena di esplorare non solo per il breve periodo delle vacanze estive, perchè offre infinite attrattive per tutto l’arco dell’anno, alcune decisamente imperdibili. Se si sceglie di visitare il Salento bisogna in primo luogo stabilire una base di partenza, ed allora il periodo in cui ci si reca è fondamentale nella scelta.
D’estate naturalmente non c’è niente di meglio che qualche località sulla costa, da Gallipoli, ad Otranto, da Santa Maria di Leuca a Torre Vado, senza trascurare nemmeno quelle località più piccole in cui si può godere della bellezza del mare senza il grande affollamento turistico di altre località. Torre San Gregorio per esempio, o Marina di Novaglie, o Santa Maria al Bagno e Santa Caterina, per citarne solo alcune, a seconda che vi piacciano i litorali sabbiosi o rocciosi.
D’autunno, inverno e primavera invece la scelta può anche cadere su località dell’entroterra, magari in prossimità di luoghi interessanti da visitare, dallo splendido capoluogo salentino, Lecce, alle cittadine della Grecia Salentina, come Zollino, Cavallino, Calimera e Melpignano.
Da vedere e da visitare in Salento ci sono un’infinità di cose, un patrimonio artistico di valore, che spazia dalle prime basiliche protocristiane ai fasti del barocco leccese, passando per le cattedrali romaniche e gotiche, e la magica bellezza di castelli e fortificazioni.
Chi è appassionato di archeologia e storia troverà qui le testimonianze di insediamenti che risalgono perfino al neolitico, e poi resti della civiltà messapica, del passaggio dei greci, del dominio dei romani e delle tante popolazioni che sono passate dal territorio salentino dal medioevo in poi.
La genuinità ed il suggestivo incanto delle tradizioni popolari poi è uno dei fiori all’occhiello del Salento, dalla pizzica, ultimamente diventata un fenomeno culturale che travalica di gran lunga i confini regionali, alle processioni della settimana di Pasqua, dalle celebrazioni del patrono di città grandi e piccole, sovente occasione di feste sontuose, vivaci ed affollatissime, alle tante sagre dedicate ai prodotti locali, dal sopraffino olio extravergine di oliva ai vini, dagli ortaggi ai dolci, ai prodotti della cucina locale, un altro aspetto imperdibile del Salento.
Sono circa 8 chilometri di spiaggia, tale è infatti la distanza tra Pescoluse e Torre Pali, la località turistica che, risalendo la costa ionica viene subito dopo. E che spiaggia! Fine, bianca e dorata, che si allarga per decine di metri, fino a terminare in uno splendido e romantico panorama di dune sabbiose alte anche qualche metro a fare da quinta teatrale ad un paesaggio fantastico.
Il fenomeno delle incursioni via mare è stato un vero e proprio flagello per molte regioni del Sud Italia per tutto il medioevo. Dal mare le navi di pirati e generalmente dei saraceni raggiungevano le coste italiane. Una volta sbarcati a terra pirati o eserciti assalitori che fossero si abbandonavano a razzie di animali e di persone da ridurre in schiavitù, assediavano ed invadevano città e paesi da cui gli abitanti erano costretti a fuggire in massa, distruggevano i luoghi di culto e gli edifici sacri.
Finita questa la statua della Madonna, addobbata a festa atttraversa la città per raggiungere il porto.
Il territorio di ogni città non era solo costituito dalla città ma anche dal territorio circostante dove i messapi svolgevano le attività agricole e pastorali. Le città insediate vicino al mare comprendevano nel territorio anche la costa, dove venivano costruite le infrastrutture necessarie per le attività commerciali e portuali delle città. Torre San Gregorio, con le antiche strutture portuali che giacciono sul fondale davanti alla baia, l’antico pozzo di rifornimento di acqua dolce ed uno scalone di pietre monolitiche che scende nella baia rappresenta ciò che resta dell’antico porto di Vereto.
Sebbene non sia ancora oggi ben chiara la sua funzione, l’opera viene fatta risalire al IX secolo Dopo Cristo, ed alcune tesi sostengono che essa fosse stata edificata come monumento funerario per ospitare un famoso eroe della cristianità, un certo barone Geminiano trucidato dai turchi durante uno dei tanti scontri che la popolazione locale dovette sostenere con essi.
La civiltà messapica il cui nome sembra voler significare “tra due mari” per via della loro ubicazione geografica, era costituita da una società complessa, sia dal punto di vista culturale che economico che militare. Ciò è confermato dalle opere che rimangono delle antiche città messapiche, le mura realizzate con grandi pietre monolitiche, frutto di sapienti conoscenze di ingegneria e di valide tecniche di costruzione, la presenza di antichi porti che testimoniano delle attività commerciali ed economiche.
Patù e tutta l’area della costa e dell’entroterra che si affaccia a pochi chilometri da Capo Leuca sul mar Ionio è una delle località in cui maggiormente si possono trovare le tracce di questa antica presenza, in particolare della popolazione messapica, che per lungo tempo ha dominato su questi territori. Prima di essere definitivamente inglobata nel potente dominio dei romani.