Marina di San Gregorio Salento

19 settembre 2010

Visitare il Salento

Filed under: Salento — Tag:, , , — gregorio @ 13:38

Il Salento, una terra meravigliosa che vale la pena di esplorare non solo per il breve periodo delle vacanze estive, perchè offre infinite attrattive per tutto l’arco dell’anno, alcune decisamente imperdibili. Se si sceglie di visitare il Salento bisogna in primo luogo stabilire una base di partenza, ed allora il periodo in cui ci si reca è fondamentale nella scelta.

D’estate naturalmente non c’è niente di meglio che qualche località sulla costa, da Gallipoli, ad Otranto, da Santa Maria di Leuca a Torre Vado, senza trascurare nemmeno quelle località più piccole in cui si può godere della bellezza del mare senza il grande affollamento turistico di altre località. Torre San Gregorio per esempio, o Marina di Novaglie, o Santa Maria al Bagno e Santa Caterina, per citarne solo alcune, a seconda che vi piacciano i litorali sabbiosi o rocciosi.

felloniche6D’autunno, inverno e primavera invece la scelta può anche cadere su località dell’entroterra, magari in prossimità di luoghi interessanti da visitare, dallo splendido capoluogo salentino, Lecce, alle cittadine della Grecia Salentina, come Zollino, Cavallino, Calimera e Melpignano.

Da vedere e da visitare in Salento ci sono un’infinità di cose, un patrimonio artistico di valore, che spazia dalle prime basiliche protocristiane ai fasti del barocco leccese, passando per le cattedrali romaniche e gotiche, e la magica bellezza di castelli e fortificazioni.

Chi è appassionato di archeologia e storia troverà qui le testimonianze di insediamenti che risalgono perfino al neolitico, e poi resti della civiltà messapica, del passaggio dei greci, del dominio dei romani e delle tante popolazioni che sono passate dal territorio salentino dal medioevo in poi.

La genuinità ed il suggestivo incanto delle tradizioni popolari poi è uno dei fiori all’occhiello del Salento, dalla pizzica, ultimamente diventata un fenomeno culturale che travalica di gran lunga i confini regionali, alle processioni della settimana di Pasqua, dalle celebrazioni del patrono di città grandi e piccole, sovente occasione di feste sontuose, vivaci ed affollatissime, alle tante sagre dedicate ai prodotti locali, dal sopraffino olio extravergine di oliva ai vini, dagli ortaggi ai dolci, ai prodotti della cucina locale, un altro aspetto imperdibile del Salento.

23 luglio 2010

La spiaggia di Pescoluse vicino a Torre San Gregorio

Filed under: Salento — Tag:, , — gregorio @ 16:07

Pescoluse era fino agli anni ’60 una località praticamente sconosciuta se non per i pochi fortunati abitanti delle cittadine circostanti, Torre Vado, Torre Pali, e, nell’entroterra, Salve, che sicuramente sapevano già apprezzare la splendida bellezza della località costiera.

Se siete in vacanza a Torre San Gregorio, e, dopo aver assaporato la bellezza delle basse scogliere e di un mare incantevole, vi viene il desiderio di trascorrere almeno una giornata distesi su soffice sabbia invece che sulla dura pietra, raggiungere Pescoluse è un attimo, perchè basta dirigersi a Torre Vado, distante appena 4 chilometri, passare la cittadina, attraverso il piacevole lungomare, e, una volta terminate le ultime abitazioni ecco che si comincia ad intravedere la spiaggia di Pescoluse in tutta la sua grandiosa bellezza.

Mare-inverno_PescoluseSono circa 8 chilometri di spiaggia, tale è infatti la distanza tra Pescoluse e Torre Pali, la località turistica che, risalendo la costa ionica viene subito dopo. E che spiaggia! Fine, bianca e dorata, che si allarga per decine di metri, fino a terminare in uno splendido e romantico panorama di dune sabbiose alte anche qualche metro a fare da quinta teatrale ad un paesaggio fantastico.

Il mare, non ostante il fondale sabbioso mantiene una limpidezza tale da offrire mille incantevoli giochi di trasparenze suggestive, ed al tramonto i colori del sole e del mare chiudono la giornata trascorsa a Pescoluse con un ricordo indimenticabile.

Qui si può trascorrere la giornata balneare tra la tranquillità ed il silenzio, la calma ed il relax, distanti dalle folle se ci inoltra lungo la spiaggia lontano dai centri balneari, ideali per chi invece è alla ricerca di movimento e divertimento. Tra questi sono naturalmente comprese tutte le comodità possibili per trascorrere la giornata piacevolmente, le sdraio, i lettini, gli ombrelloni, e per chi vuole tenersi in forma le attrezzature per gli sport acquatici, dal windsurf al kitesurfing.

Pescoluse, nata come località turistica solo da trent’anni ha guadagnato la stima dei visitatori al punto che essa è stata ribattezzata “Maldive del Salento”, attributo con la quale ormai è praticamente conosciuta anche nelle guide turistiche ufficiali.

17 marzo 2010

Le torri costiere in Salento

Filed under: Salento — Tag:, , , — gregorio @ 11:09

Torre San Gregorio deve il suo nome al fatto che qui anticamente sorgeva una delle tante torri di guardia che sono un tratto così caratteristico della costiera salentina e della Puglia in generale.

Le torri costiere nascono da un esigenza moto sentita dalle popolazioni soprattutto residenti sulla costa: questi solitari edifici avevano il compito di avvistare e di opporre una prima linea difensiva contro i nemici provenienti dal mare. Se le torri e le fortificazioni sulla costa rappresentavano già un’efficace strumento di protezione in epoca romana, lo sviluppo e la costruzione di una rete di fortificazioni vera e propria, in cui le torri erano poste in maniera da poter comunicare l’una con l’altra in caso di pericolo, sarà un immane investimento difensivo cominciato nel basso medioevo e continuato fino al 1600.

felloniche2Il fenomeno delle incursioni via mare è stato un vero e proprio flagello per molte regioni del Sud Italia per tutto il medioevo. Dal mare le navi di pirati e generalmente dei saraceni raggiungevano le coste italiane. Una volta sbarcati a terra pirati o eserciti assalitori che fossero si abbandonavano a razzie di animali e di persone da ridurre in schiavitù, assediavano ed invadevano città e paesi da cui gli abitanti erano costretti a fuggire in massa, distruggevano i luoghi di culto e gli edifici sacri.
L’episodio forse più drammatico è la presa di Otranto, i cui abitanti pagarono lo scotto di un eccidio di circa 800 persone per mano dei turchi.

Tale fenomeno sarà una costante fino almeno alla battaglia di Lepanto del 1571 che porrà fine per un certo periodo di tempo alle incursioni, sebbene esse continueranno poi in tono minore fino al ’700.
Le torri costiere svettano in generale ben alte sulla costa, in modo da dominare un ampio tratto di mare, e sono generalmente provviste di merli, colatoi per l’olio bollente e feritoie, in modo da garantire alla guarnigione che le difende la possibilità di resistere.

In tutta l’area salentina si possono ancora oggi ammirare molteplici esempi di torri costiere, alcune in pessimo stato conservativo altre invece recuperate e ristrutturate. Molte di esse hanno lasciato il loro nome ai territori circostanti, come Torre Pali, Torre S. Emiliano, Torre Vado.

11 gennaio 2010

La Madonna sul Mare a SantaMaria di Leuca

Chi fosse così fortunato da essere in vacanza nel Basso Salento nel periodo di ferragosto non può proprio perdersi una delle manifestazioni più suggestive ed affascinanti tra quelle che tradizionalmente si svolgono in questo territorio: le celebrazioni in onore della Madonna che si tengono a Santamaria di Leuca.

In realtà le celebrazioni non si svolgono solo nella giornata di Ferragosto ma iniziano già la sera precedente con una bella processione, “l’intorciata”, costituita da un corteo di persone tra le quali sono sempre presenti le massime autorità cittadine, che reggono le fiaccole durante il percorso che porta la statua della Madonna dal Santuario fino alla Chiesa di Cristo Re dove sarà vegliata tutta la notte. L’indomani la giornata di celebrazioni inizia presto al mattino, con una grande messa officiata alla presenza di tutta la cittadinanza riunita.
leuca1Finita questa la statua della Madonna, addobbata a festa atttraversa la città per raggiungere il porto.

Qui in precedenza era stata allestita una delle barche dei pescatori di Leuca, sorteggiata a sorte, che per l’occasione viene agghindata al meglio di se, con nastri, fiori e decorazioni in un tripudio di color vivaci e festosi.
Da qui la Madonna di Leuca prende il largo, e se la barca che la trasporta è addobbata a festa anche le altre imbarcazioni non sono da meno, ognuno, per l’occasione vuole che la sua barca sia all’altezza della solennità e della bellezza della festa.
Il suggestivo corteo di barche percorrerà il mare fino a raggiungere il piccolo porticciolo della Marina di San Gregorio. Da qui la processione di imbarcazioni riprenderà la via del ritorno. All’imbrunire lo spettacolo delle barche colorate e fiorite che ritornano sul mare è uno spettacolo di notevole bellezza.
Ma la giornata non è ancora conclusa: mancano ancora una sconda messa solenne e, soprattutto, i fuochi d’artificio che allo scoccare della mezzanotte illumineranno la città ed il mare inorno.

La devozione per la Madonna a Leuca ha una lunga tradizione: si tramanda che fu proprio grazie alla protezione della Madonna che i pescatori e gli abitanti di Santa Maria di Leuca si salvarono da una terribile tempesta, un episodio che risale al sedicesimo secolo. Da allora alla Madonna si celebrano onori solenni di ringraziamento.

19 dicembre 2009

Vereto

Filed under: Salento — Tag:, , — gregorio @ 16:06

Vereto, il cui nome antico sembra essere Hyretum, sarà una delle prime vere e proprie città che la civiltà messapica costruirà nel Basso Salento, così come viene tramandato dagli storici greci del V secolo Avanti Cristo.

La civiltà messapica era costituita da una serie di tribù tra di loro indipendenti, ognuna riunita intorno ad un centro urbano, circondato da alte e possenti mura con le quali si difendeva dagli attacchi delle tribù vicine. Al centro del villaggio messapico s trovava l’acropoli dove si ergevano i templi dedicati alle divinità e, come per i greci un grande spazio centrale., l’agorà, dove si riuniva la popolazione durante gli eventi politici sociali e religiosi.

leuca1Il territorio di ogni città non era solo costituito dalla città ma anche dal territorio circostante dove i messapi svolgevano le attività agricole e pastorali. Le città insediate vicino al mare comprendevano nel territorio anche la costa, dove venivano costruite le infrastrutture necessarie per le attività commerciali e portuali delle città. Torre San Gregorio, con le antiche strutture portuali che giacciono sul fondale davanti alla baia, l’antico pozzo di rifornimento di acqua dolce ed uno scalone di pietre monolitiche che scende nella baia rappresenta ciò che resta dell’antico porto di Vereto.

Vereto entrerà a far parte della dodecapoli messapica, una confederazione delle più potenti città messapiche costituitasi non solo per contrastare meglio le minacce dei nemici, in particolare della potente Taranto, ma anche epr ribadire ed affermare comuni tratti culturali, sociali e religiosi, pur mantenendo l’autonomia politica in ogni centro.

I centri messapici erano sparsi in tutto il Basso Salento: Neriton (Nardò), Alytia (Alezio), Aoxentum (Ugento), Mesania (Mesagne), Brentesion (Brindisi), Hyretum (Vereto), Idruntum (Otranto), Sybar (Cavallino), Kaìlia (Ceglie Messapica), Manduria, Orra (Oria), Thuria Sallentina (Roca), e la lega in cui si riuniranno permetterà per lungo tempo loro di resistere alle spinte egemoniche di Taranto.

Non riusciranno tuttavia, con altrettanta fortuna a tenere a bada le spinte espansive dei romani, che una vola conquistata Taranto si espanderanno nella regione salentina. Sebbene diventati sudditi dell’impero romano i messapi non accetteranno mai di buon grado la dominazione, pur non essendo più in grado di ribellarsi ad essi.

Vereto continuerà la sua fortuna come città commerciale e portuale, anche sotto i romani, e scomparirà definitivamente intorno al IX secolo distrutta da un terribile flagello delle terre salentine, i saraceni.

24 ottobre 2009

Torre Vado vicino a Torre San Gregorio

Filed under: Salento — Tag:, , — gregorio @ 16:07

Da Torre San Gregorio sono possibili diverse escursioni nelle cittadine piccole e grandi delle vicinanze, ognuna delle quali promette interessanti attrattive che possono comprendere sia stupendi tratti di mare che centri storici di eccezionale bellezza, o ancora siti archeologici di importante valore per scoprire la vita delle popolazioni nella regione, che in alcuni casi risale addirittura a 5 6 millenni prima di Cristo.

Una delle mete più prossime a Torre San Gregorio è Torre Vado, una piccola cittadina che si affaccia sulla costa ionica distante appena qualche chilometro. E’ un paese che si è molto sviluppato soprattutto negli ultimi vent’anni grazie ad un accresciuto interesse turistico che non ha compreso solo il fatto che la costa qui si addolcisce nelle splendide spiagge di Pescoluse e delle marine di Salve, ma anche perchè la località è al centro di un territorio che offre a visitatori e turisti tante cose da vedere e da fare.

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Torre Vado possiede una graziosa marina, e da qui cominciano le distese di sabbia che si susseguono praticamente ininterrotte per decine di chilometri, ed un grazioso porticciolo che negli ultimi anni si è ammodernato ed ingrandito, diventando una delle mete preferite da chi veleggia lungo le coste meridionali della Puglia, anche s per ora può accogliere solo imbarcazioni di piccola stazza.

A dominare il paese la torre di guardia che da il nome alla località, una delle tante che contraddistinguono la costa salentina, edificate quando il mare era non solo una risorsa ma anche un grande pericolo per le continue incursioni dei saraceni e dei turchi.

Il paese offre notevoli opportunità anche per il soggiorno durante le vacanze, dagli appartamenti in affitto ai bed&breakfast, dagli hotel ai residence ai campeggi, e alla sera è particolarmente piacevole una passeggiata su lungomare, magari per ammirare l’attività dei pescatori e delle loro pittoresche imbarcazioni.

Torre Vado è anche un ottimo punto di partenza per le escursioni via mare lungo le coste, soprattutto in direzione di Capo Leuca, dove si possono ammirare, tra le scogliere, alcune delle grotte più interessanti ed affascinanti del Salento.

18 settembre 2009

Il Centopietre

Filed under: Patù,Salento — Tag:, , — gregorio @ 16:11

Il Centopietre è uno di quegli edifici di cui è così ricco il territorio salentino, una testimonianza molto suggestiva degli antichi insediamenti umani che dal neolitico all’epoca greca e romana, al medioevo e feudalesimo fino ai giorni nostri hanno lasciato un segno della loro presenza.

L’edificio è chiamato così proprio per la sua caratteristica principale, quella di essere costruito con l’utilizzo di esattamente cento blocchi di tufo, sovrapposti a formare la struttura senza alcun ausilio di materiali cementizi.

Cento-pietre5Sebbene non sia ancora oggi ben chiara la sua funzione, l’opera viene fatta risalire al IX secolo Dopo Cristo, ed alcune tesi sostengono che essa fosse stata edificata come monumento funerario per ospitare un famoso eroe della cristianità, un certo barone Geminiano trucidato dai turchi durante uno dei tanti scontri che la popolazione locale dovette sostenere con essi.

La costruzione in seguito, nel corso dei secoli successivi cambierà più volte di funzione, diventando infine un luogo di culto e di preghiera cristiano.
Di questo successivo utilizzo sono testimonianza i resti, ormai purtroppo quasi del tutto scomparsi, degli affreschi di epoca bizantina che si trovano nelle pareti interne, in particolare posti sull’architrave centrale e su una delle pareti.

Un particolare interessante della struttura è costituito proprio delle pietre. Tali blocchi megalitici infatti, non appartengono alle tecniche costruttive dell’epoca in cui il Centopietre viene realizzato. Quasi sicuramente invece essi provengono da antichi edifici dell’epoca messapica, la popolazione che viveva nel sud del Salento prima dell’avvento dei romani. Tale ipotesi è confermata dal fatto che in diverse altre località salentina si possono ancora oggi osservare i resti di antiche costruzioni megalitiche, una delle tecniche architettoniche in uso presso i messapi.

Dalla seconda metà del 1800 il Centopeitre di Patù è stato catalogato tra i monumenti di interesse nazionale.

La struttura nel suo complesso è alta 2,50 metri, e lunga circa 7 metri e mezzo, all’interno è divisa in due navate con tre colonne a dividere lo spazio ed a sorreggere la grande architrave su cui si appoggiano le pietre inclinate a falde spioventi della copertura.

10 agosto 2009

Il Salento messapico

Filed under: Salento — Tag:, , , , — admin @ 20:18

L’origine delle antiche popolazioni che si insediarono in Puglia intorno all’età del ferro è probabilmente illirica, ovvero la regione balcanica che oggi corrisponde ai territori della ex Jugoslavia. Dall’Illiria le popolazioni si sposteranno ad ondate successive per insediarsi in Salento ed in Puglia probabilmente attirati dal territorio fertile e dal desiderio di allontanarsi dalle continue incursioni delle popolazioni che premevano sull’Illiria provenienti da est.

Insediatisi in Puglia gli Japigi, la tribù illirica dominante, ben presto si fonderanno con le popolazioni locali già insediati nell’area. Dauni, Messapi e Peucezi sono le diverse popolazioni japigie che si insedieranno in diverse aree del territorio pugliese, in particolare i messapi si insedieranno nella penisola salentina, a stretto contatto sia con le antiche popolazioni stanziali che con le colonie greche che nascono e si diffondono lungo le coste.

sangregorio3La civiltà messapica il cui nome sembra voler significare “tra due mari” per via della loro ubicazione geografica, era costituita da una società complessa, sia dal punto di vista culturale che economico che militare. Ciò è confermato dalle opere che rimangono delle antiche città messapiche, le mura realizzate con grandi pietre monolitiche, frutto di sapienti conoscenze di ingegneria e di valide tecniche di costruzione, la presenza di antichi porti che testimoniano delle attività commerciali ed economiche.

Alcune delle antiche città messapiche vengono citate dagli storici dell’epoca, come Erodoto, che ricorda sia l’antica Vereto che Oria. Si hanno anche testimonianze del fatto che le città messapiche ad un certo punto della loro storia si uniranno in una lega, per consolidare la propria forza nei confronti dei nemici esterni, che per un lungo periodo saranno rappresentati da Taranto, un città di origine greca in piena espansione economica militare e territoriale.

Ed il contenzioso con Taranto sarà il tratto saliente della storia della Lega Messapica, fino a che entrambe le civiltà crolleranno sotto il giogo dei romani, intervenuti nella regione in seguito all’infuriare delle guerre puniche.

Da allora le popolazioni messapiche diventeranno sudditi dell’impero romano. Le antiche città messapiche avranno fortune alterne, qualcuna, come Vereto continuerà, grazie alla fortunata posizione al centro delle vie commerciali via mare e via terra dalla costa ionica a quella adriatica, ad essere un importante centro economico e commerciale, altre, come Cavallino, Vaste si ridimensioneranno notevolmente mentre altre, come Rudiae, scompariranno.

Storia di Patù

Filed under: Salento — Tag:, , — admin @ 20:12

Una delle attrattive più interessanti del territorio salentino, a parte la bellezza della costa, con le sue spiagge e le scogliere, ed il magnifico e magico entroterra, è la sua caratteristica di essere una terra in cui da epoche remote si sono succedute tante popolazioni, insediatesi in questo fortunato lembo di terra nel profondo sud della Puglia, provenienti dalle più disparate aree geografiche del mediterraneo, dai Balcani alla Grecia al Medio Oriente.

Di tali insediamenti esistono testimonianze che risalgono perfino al periodo neolitico, quando ancora l’uomo non costruiva ripari ed abitazioni ma si limitava a trovare rifugio e abitazioni in rotte ed anfratti naturali, di cui peraltro è ricchissima la costa salentina.

sangregorio6Patù e tutta l’area della costa e dell’entroterra che si affaccia a pochi chilometri da Capo Leuca sul mar Ionio è una delle località in cui maggiormente si possono trovare le tracce di questa antica presenza, in particolare della popolazione messapica, che per lungo tempo ha dominato su questi territori. Prima di essere definitivamente inglobata nel potente dominio dei romani.

Dopo la caduta dell’impero romano il Salento conoscerà, come d’altronde la maggior parte degli insediamenti umani in generale in Italia, la triste epoca delle incursioni barbariche, che ridurranno notevolmente sia gli insediamenti urbani che il numero degli abitanti.

Sulla costa salentina le città, anche quelle più fiorenti conosceranno una battuta d’arresto sia a livello demografico che economico, e molte di esse si svuoteranno o scompariranno addirittura.
Le popolazioni infatti tendono a fuggire dalla costa, per tutto il medioevo, si disperderanno nelle campagne dell’entroterra, rese più sicure perchè lontane dal mare, da cui proviene uno dei peggiori flagelli dell’epoca, le incursioni dei saraceni.

Anzi, la nascita di Patù sembra proprio essere legata ad una di queste incursioni, che videro la definitiva distruzione dell’importante città di Vereto, i cui abitanti si sarebbero spostati proprio nel nuovo insediamento.
Dalla sua turbolenta nascita Patù si sviluppa come centro legato ad attività di agraria e pastorizia, attività che ancora oggi rappresenta il fulcro dell’economia del piccolo comune salentino.

Oggi Patù è un centro che ha conosciuto anche un certo sviluppo turistico, grazie al fato di avere un territorio ricco di attrattive storiche ed archeologiche, e delle marine, tra le quali San Gregorio e Felloniche, molto affascinanti per gli amanti del mare.

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