Torre San Gregorio si trova a pochi chilometri dal punto più estremo della penisola salentina, Capo Leuca, in un tratto di costa caratterizzato prevalentemente da lunghi tratti di scogliere, talvolta anche molto alte ed a picco sul mare. Il panorama è assolutamente imperdibile per il suo aspetto selvaggio ed incontaminato, a cui si aggiunge il mare che qui, percorso dalle correnti, è particolarmente pulito e limpido.
I fondali sono poi un sogno per gli appassionati di immersioni, perchè accolgono una moltitudine di creature marine che vivono e prosperano tra le rocce.
Sebbene dunque in prevalenza rocciosa la costa di Torre San Gregorio è comunque nella quasi sua totalità facilmente raggiungibile via terra, ed in molti punti le scogliere si fanno basse e praticabili proprio a ridosso del mare, garantendo così anche ai meno agili la possibilità di bagnarsi nel magnifico mare.
Già nell’antichità la facilità di accesso al mare era stata ampiamente sfruttata dalle popolazioni locali, sia i messapi, cui si deve lo sviluppo dell’antica città di Vereto di cui Torre San Gregorio rappresentava il porto, sia i romani utilizzeranno le discese al mare a scopi portuali, come dimostrano ancora oggi i ritrovamenti che giacciono sui fondali, resti dell’antico sistema di approdo, frangiflutti e moli d’attracco per le navi, ed anche una ricca serie di reperti come resti di anfore, vasi e cocci di cui è letteralmente coperto il fondale.
La baia di Torre San Gregorio appare sulla cartina rivolta verso nord, e quindi ampiamente riparata dai venti del sud che, chi si intende di navigazione lo saprà bene, sono anche i più insidiosi e pericolosi. Non ci si stupisce quindi che già nell’antichità venisse sfruttata questa posizione così favorevole per le imbarcazioni.
La piccola baia ha uno dei luoghi di fascino maggiore nel punto in cui grandi lastroni di pietra piatta scendono digradando nel mare. Qui si reca la maggior parte dei bagnanti, che spartisce lo spazio disponibile con le variopinte barche dei pescatori. Nell’area si possono trovare altre piccole calette, qualcuna con ghiaia e piccole rocce ed altre invece costituite da basse scogliere.
Il territorio di ogni città non era solo costituito dalla città ma anche dal territorio circostante dove i messapi svolgevano le attività agricole e pastorali. Le città insediate vicino al mare comprendevano nel territorio anche la costa, dove venivano costruite le infrastrutture necessarie per le attività commerciali e portuali delle città. Torre San Gregorio, con le antiche strutture portuali che giacciono sul fondale davanti alla baia, l’antico pozzo di rifornimento di acqua dolce ed uno scalone di pietre monolitiche che scende nella baia rappresenta ciò che resta dell’antico porto di Vereto.
A Torre San Gregorio era probabilmente localizzato il vecchio scalo portuale della città messapica, come ancora oggi sono testimonianza i numerosi reperti archeologici rimasti in loco. Tra questi una possente scalinata realizzata con grandi blocchi di pietra che scende fino al mare, un antico pozzo che serviva a rifornire di acqua fresca le navi, e, ad una profondità di 7 metri sul fondo del mare, i resti delle antiche banchine portuali.
La civiltà messapica il cui nome sembra voler significare “tra due mari” per via della loro ubicazione geografica, era costituita da una società complessa, sia dal punto di vista culturale che economico che militare. Ciò è confermato dalle opere che rimangono delle antiche città messapiche, le mura realizzate con grandi pietre monolitiche, frutto di sapienti conoscenze di ingegneria e di valide tecniche di costruzione, la presenza di antichi porti che testimoniano delle attività commerciali ed economiche.