L’entroterra che si estende da Patù e dalla sua principale marina, Torre San Gregorio, ha diversi aspetti interessanti da offrire a chi, in vacanza in Salento, vuole concedersi una pausa alle lunghe giornate trascorse nello splendido mare salentino.
La prima cosa che il viaggiatore noterà è sicuramente il paesaggio rurale, una distesa sconfinata di vigneti ed uliveti, una delle maggiori risorse economiche del territorio da almeno due millenni, da quando la coltivazione dell’ulivo e della vigna vennero importate di greci ben consapevoli che le terre salentine sarebbero stati un luogo ideale per la maturazione dei generosi frutti che danno olio e vino di ottima qualità.
I terreni coltivati sono cintati da muretti a secco in pietra, e tra le fronde talvolta si scorgono i particolari edifici rurali che venivano utilizzati dagli agricoltori sia come deposito degli attrezzi che talvolta come veri e propri luoghi in cui sostare, le pajare. La bellezza di questi edifici consiste nella loro forma pittoresca e nella magistrale tecnica costruttiva che non prevede l’uso né di calce né di cemento.
Nei punti più alti, sulle colline un altro tratto distintivo del panorama rurale salentino, le “specchie”. Grandi cumuli di ciottoli e massi che si elevano dal terreno cui ancora gli studiosi non hanno saputo dare spiegazione riguardo alla funzione: per alcuni sono antichi tumuli funerari, per altri avevano una funzione difensiva perchè sulla cima delle specchie si può scrutare il panorama intorno anche a distanze notevoli.
Non mancano scorci magici e misteriosi nelle campagne salentine. Può capitare infatti, girovagando nelle campagne, di imbattersi in dolmen e menhir, i primi antichi monumenti funerari fatti di enormi massi che fanno da anticamera alla tomba vera e propria, generalmente scavata sotto terra, ed i secondi delle grandi pietre infisse nel terreno in altezza, che probabilmente avevano un funzione votiva e di culto per le antiche popolazioni neolitiche che popolavano l’area.
La “perla del Mediterraneo”, così è chiamata la splendida cittadina accecante di bianco sulle alte scogliere dell’estrema punta della penisola salentina, è una meta di tutto rispetto perchè offre un connubio ideale tra panorami decisamente suggestivi e la graziosa bellezza di una località che da oltre un secolo è stata frequentata da turisti e bagnanti, in anticipo di almeno 100 anni rispetto al flusso di turisti dell’era contemporanea.
Da Torre San Gregorio si può infatti percorrere le strade che portano verso il nord della costa ionica del Salento, e presto si cominceranno ad intravedere le prime spiagge. In assoluto la prima che si incontra è la spiaggia di Marina di Torre Vado, appena attraversato il paese, che si congiunge direttamente con Pescoluse, una delle marine di Salve.
La costa qui è rocciosa, ma la baia di Felloniche si apre con dolcezza tra rocche che digradano dolcemente nel mare, garantendo così a tutti la possibilità di entrare in acqua facilmente. Il mare è un sogno di trasparenze e riflessi che vanno dall’azzurro al blu profondo, ed anche coloro che si dilettano di pesca subacquea e di immersioni con maschera e pinne resteranno soddisfatti degli splendidi panorami sottomarini.
A Torre San Gregorio era probabilmente localizzato il vecchio scalo portuale della città messapica, come ancora oggi sono testimonianza i numerosi reperti archeologici rimasti in loco. Tra questi una possente scalinata realizzata con grandi blocchi di pietra che scende fino al mare, un antico pozzo che serviva a rifornire di acqua fresca le navi, e, ad una profondità di 7 metri sul fondo del mare, i resti delle antiche banchine portuali.
La civiltà messapica il cui nome sembra voler significare “tra due mari” per via della loro ubicazione geografica, era costituita da una società complessa, sia dal punto di vista culturale che economico che militare. Ciò è confermato dalle opere che rimangono delle antiche città messapiche, le mura realizzate con grandi pietre monolitiche, frutto di sapienti conoscenze di ingegneria e di valide tecniche di costruzione, la presenza di antichi porti che testimoniano delle attività commerciali ed economiche.
Le marine di Patù sono costituite essenzialmente da due località, la prima è Marina di San Gregorio, che da lungo tempo rappresenta la meta balneare della popolazione locale. A pochi chilometri di distanza si può considerare parte delle marine di Patù anche la Baia di Felloniche, che si trova ad appena due chilometri da Capo Leuca, risalendo la costa ionica.
Patù e tutta l’area della costa e dell’entroterra che si affaccia a pochi chilometri da Capo Leuca sul mar Ionio è una delle località in cui maggiormente si possono trovare le tracce di questa antica presenza, in particolare della popolazione messapica, che per lungo tempo ha dominato su questi territori. Prima di essere definitivamente inglobata nel potente dominio dei romani.